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Triarii
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top
I mwbqtriarii (in mwbglatino) o mwbwtriari (in italiano) formavano la terza ed ultima linea della mwcafanteria dell'mwcqesercito della mwcgRoma repubblicana. Erano i veterani che formavano l'ultima linea di battaglia nelle legioni mwcwmanipolari, dietro la seconda linea dei mwdamwdqprincipes. Il loro nome deriverebbe dalla mwdgparola mwdwlatina mweatres ("mweqtre"), che derivava dal mwegproto-indoeuropeo *trei-, con riferimento alla terza ed ultima schiera. Il loro compito era quello di entrare in azione qualora fossero collassate le prime due linee dello schieramento, quelle degli mwewastati e dei mwfamwfqprincipi.
Contents
• Storia
• Note
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Armamento
• uno mwiwscudo, la cui forma, almeno fin dai tempi della mwjaguerra latina, era ovale (in precedenza utilizzavano quelli rotondi, detti mwjqmwjgclipeus, abbandonati quando ai soldati fu pagato per la prima volta lo stipendio, verso la fine del mwjwV secolo a.C.cite-ref-livioiveviii-2-0[2]). Le dimensioni dello scudo erano di mwladue piedi e mezzo di larghezza e quattro in lunghezza.cite-ref-3[3]
• una mwmgspada che almeno dalla mwmwseconda guerra punica era il famoso mwnamwnqgladius hispaniensis, appesa sul fianco destro.cite-ref-4[4] Era fornita di una punta di eccezionale efficacia, capace, inoltre, di colpire con violenza di taglio su entrambi i lati, poiché la lama era molto robusta.cite-ref-5[5]
• un mwrwelmo di bronzocite-ref-polibiovi-23-8-7-0[7] con tre piume dritte sopra, di colore rosso o nero, della lunghezza di circa un cubito, in modo che il soldato che lo indossava sembrasse molto più alto e temibile.cite-ref-polibiovi-23-12-13-8-0[8]
• una piastra di bronzo della grandezza di un palmo quadrato sul petto e perciò chiamata mwvwpectorale.cite-ref-9[9] Invece coloro il cui censo era superiore alle 10.000 dracme, indossavano una mwxqcorazza fatta a maglie, detta mwxgmwxwlorica hamata.cite-ref-referencea-6-1[6]
Utilizzo tattico
Terzi nello scontro "corpo a corpo" con il nemico, essi lanciavano dapprima l'asta (da 15-20 passi dal nemico) e poi si avventavano, serrando le file, con la spada in pugno. Ecco come descrive il primo scontro mwawTito Livio:
«Quando l'esercito aveva assunto questo schieramento, gli
hastati
iniziavano primi fra tutti il combattimento. Se gli
hastati
non erano in grado di battere il nemico, retrocedevano a passo lento e i
principes
li accoglievano negli intervalli tra loro. [...] i
triarii
si mettevano sotto i vessilli, con la gamba sinistra distesa e gli scudi appoggiati sulla spalla e le aste conficcate in terra, con la punta rivolta verso l'alto, quasi fossero una palizzata... Qualora anche i
principes
avessero combattuto con scarso successo, si ritiravano dalla prima linea fino ai
triarii
. Da qui l'espressione
latino
"
Res ad Triarios rediit
" ("essere ridotti ai
triarii
"), quando si è in difficoltà.»
(Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 9-12.)
I mwbgtriarii, dopo aver accolto mwbwhastati e mwcaprincipes tra le loro file, serravano le file ed in un'unica ininterrotta schiera si gettavano sul nemico.cite-ref-10[10]
Vi è, infine, da aggiungere che mentre mwdghastati e mwdwprincipes, per le loro caratteristiche legate all'armamento ed alle modalità di combattimento, erano votati all'attacco, al contrario i mweatriarii, seppur veterani dotati di grande esperienza anche individuale, erano destinati alla difesa. A loro era affidata l'ultima resistenza per sopravvivere.cite-ref-11[11]
Le lunghe mwfglance servivano per respingere gli attacchi anche della mwfwcavalleria nemica, raramente entravano nel vivo della battaglia. Il loro stile di battaglia inizialmente era derivato da quello tipico della mwgafalange oplitica: ranghi serrati, lance verso l'esterno per formare una schiera impenetrabile. L'influenza venne dagli eserciti degli mwgqetruschi e delle città della mwggMagna Grecia; tuttavia le prime legioni repubblicane non essendo molto mobili, subirono alcune pesanti sconfitte contro gli eserciti dei mwgwSanniti, più agili, manovrabili e che conoscevano bene gli impervi territori appenninici. Roma fece tesoro di quest'esperienza e riorganizzò le proprie armate per avere maggiore flessibilità.
All'interno dell'mwhqaccampamento da marcia, essi erano esentati dal prestare servizio ai mwhgtribuni, fornendo, invece, quotidianamente un corpo di guardia agli mwhwsquadroni di cavalleria. Si trattava delle mwiaturma che si trovava accampata alle proprie spalle. Sorvegliavano in modo particolare i cavalli, per evitare che, impigliandosi nelle pastoie, potessero ferirsi, o che, sciogliendosi potessero generare confusione all'interno dell'accampamento. Infine, un manipolo a turno montava giornalmente la guardia al mwiqmwigpraetorium, per proteggere il console da eventuali attentati.cite-ref-12[12]
Classe sociale ed età
In quel periodo la coscrizione era regolata sul censo e ogni soldato doveva procurarsi a proprie spese l'equipaggiamento. I mwkqtriarii, fra le tre linee di mwkgfanteria pesante, avevano possibilità economiche maggiori rispetto ad mwkwhastati e mwlaprincipes. Erano i veterani.cite-ref-polibiovi-21-7-13-0[13]
Storia
L'esercito liviano durante la prima guerra sannitica e quella latina (341-338 a.C.)
Attorno alla metà del mwngIV secolo a.C., durante la mwnwguerra latina, era utilizzata all'interno della mwoalegione, la formazione a mwoqmanipolare (dal mwoglatino mwowmanipulus). La legione a sua volta era divisa in tre differenti schiere:
• la prima era costituita dagli mwpghastati ("il fiore dei giovani alle prime armi", come racconta Liviocite-ref-livioviii-8-6-14-0[14]) in formazione di quindici manipoli (di 60 mwqwfanti ciascunocite-ref-connolly126-128-15-0[15]) oltre a 20 fanti armati alla leggera (dotati di lancia o giavellotti, non invece di scudo), chiamati mwsamwsqleves.cite-ref-16[16]
Queste prime due schiere (formate da 30 manipoli) erano chiamate mwvgantepilani.cite-ref-livioviii-8-7-17-0[17]
L'esercito polibiano prima della seconda guerra punica (fine III secolo a.C.)
La nuova organizzazione interna dell'esercito romano descritta da mw3wPolibio è da datarsi al principio della mw4aseconda guerra punica (mw4q218-mw4g202 a.C.). I mw4wfanti erano ora suddivisi in quattro differenti categorie, sulla base della classe sociale/equipaggiamento ed età:cite-ref-polibiovi-21-8-19-0[19]
La riforma di Gaio Mario
mwarkGaio Mario abolì la differenza fra mwarohastati, mwarsprincipes e mwarwtriarii riformando la legione manipolare nella coorte legionaria e a tutti i soldati diede lo stesso equipaggiamento e per tutti la stessa arma da lancio, il mwar0pilum. Dopo tale riforma che rese l'esercito professionistico, equipaggiando l'intero esercito allo stesso modo a spese dello stato, durante l'mwar4età imperiale il termine mwar8triarii denotò la terza parte della mwasacoorte, anche se solo come titolo onorifico, dato che tutta la coorte era armata ed equipaggiata allo stesso modo.
Note
cite-note-1111. ↑ mwawcGiovanni Brizzi, mwawgStoria di Roma. 1.Dalle origini ad Azio, pp.119-120.
cite-note-connolly126-128-1515. ↑ P.Connolly, mwaygGreece and Rome at war, pp.126-128.
cite-note-connolly129-130-181. P.Connolly, mwazoGreece and Rome at war, pp.129-130.
Bibliografia
Fonti primarie
• Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8.
Fonti storiografiche moderne
• citerefabranson-colbus-1979E. Abranson & J.P. Colbus, La vita dei legionari ai tempi della guerra di Gallia, Milano, 1979.
• citerefcascarino-2007Cascarino, Giuseppe, L'esercito romano. Armamento e organizzazione - Dalle origini alla fine della repubblica, vol.1, Rimini, Il Cerchio, 2007, ISBN 88-8474-146-7.
• citerefconnolly-1976Peter Connolly, L'esercito romano, Milano, Mondadori, 1976.
• citerefconnolly-2006(EN) Peter Connolly, Greece and Rome at war, Londra, Greenhill Books, 2006, ISBN 978-1-85367-303-0.
• A.K. Goldsworthy, The Roman Army at War, 100 BC-AD 200, Oxford - N.Y 1998.
• E.S.Gruen, The Last Generation of the Roman Republic, Los Angeles: University of California Press, 1995.
• T.Holland, Rubicon, New York: Anchor Books, 2003.
• L.Keppie, The Making of the Roman Army, from Republic to Empire, Londra 1998.
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• H.Parker, The Roman Legions, N.Y. 1958.
• Ronald Syme, The Roman Revolution, New York: Oxford University Press, 1956.
• Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico. Cecchini Ezio. Le istituzioni militari. Stilgrafica, Roma, 1986.
Collegamenti esterni
• mwabiLegion romana, su accademia19.it.
• mwabq(EN) Brief Description of Triarii, su rickard.karoo.net.